Dal Duomo a Piazza della Signoria a Ponte Vecchio a Palazzo Pitti
Il Duomo è collegato a Piazza della Signoria dalla elegante e dritta via dei Calzaioli, il cui nome deriva dai mercanti di calze che dal XIV al XVI secolo avevano qui i loro negozi. Questa via, oggi pedonale, è da sempre la più animata della città e, nel corso dell'Ottocento, fu ampliata e prolungata, eliminando alcuni vicoli pittoreschi. Lungo il percorso viario sono disposti edifici molto belli ed interessanti, primo fra tutti Orsanmichele.
Una
inziale chiesa era stata eretta nel 750 e si chiamava S. Michele in Orto: distrutta nel
1240, fu sostituita da un mercato di cereali dotato di una loggia. Agli inizi del Trecento
venne demolito dai guelfi e ricostruito alcuni decenni dopo: le arcate della loggia furono
ampliate e chiuse e l'edificio sopraelevato di due piani; alla fine del Quattrocento potè
essere riconsacrato al culto. Esternamente la chiesa è ornata di statue dei Santi patroni
delle arti, disposte in nicchie nei pilastri. Una passeggiata intorno all'edificio offre
una visione completa della scultura dell'epoca: si possono ammirare, infatti, il Battista
del Ghiberti, il S. Tommaso del Verrocchio, il S. Luca del Gianbologna
e il S. Pietro di Donatello. All'interno è custodito il bellissimo tabernacolo
della Vergine eseguito dall'Orcagna, che lo voleva il "più bello di tutti
i tempi". Un passaggio collega Orsanmichele con il Palazzo dell'Arte della Lana,
un tempo sede di una delle più ricche corporazioni fiorentine. Bisogna considerare che
alla fine del Duecento esistevano a Firenze 300 laboratori che trattavano i tessuti
ed era occupata, in questa attività, un terzo della popolazione attiva della città. In
uno spigolo del palazzo è posto il tabernacolo di S. Maria della Tromba che
precedentemente era situato a Piazza del Mercato Vecchio. Più avanti vi è la Loggia
del Mercato Nuovo: costruita a metà del 1500 per dare riparo agli orafi ed ai
setaioli, oggi le sue numerose bancarelle sono frequentate dai turisti, anche se non
sempre vi si trovano prodotti di artigianato locale.
La
costruzione fu eretta tra il 1376 e il 1382 da Benci di Cione e Simone Talenti,
all'interno vi sono importanti sculture come il Perseo di Cellini e il Ratto
delle Sabine del Gianbologna. Sul finire del 1200 Firenze era ormai divenuta
una delle più importanti città europee, la cui potenza economica e politica si espresse
in grandi opere di sistemazione urbanistica e nella costruzione di nuovi palazzi. La sede
del potere comunale doveva, infatti, esprimere la prosperità raggiunta. Nel 1299 vennero
iniziati da Arnolfo di Cambio i lavori per la costruzione di Palazzo Vecchio o Palazzo
della Signoria. L'edificio conobbe successivi interventi e, sotto il dominio dei
Medici, per opera del Vasari fu aggiunta la parte posteriore,mentre a Michelozzo
si deve il rifacimento del cortile interno. Davanti al Palazzo sono poste una serie di
statue tra cui la copia della Giuditta di Donatello e la Copia del
celeberrimo David di Michelangelo ( l'originale si trova alla Galleria
dell'Accademia). Vi è poi la grande Fontana del Nettuno che i fiorentini chiamano
"Biancone". Sul lato sinistro dell'edificio è posta la statua equestre di
Cosimo I dei Medici dovuta al Gianbologna. La decorazione dell'interno fu affidata ai
maggiori artisti dell'epoca: il Bronzino, Ghirlandaio e Michelangelo. Particolarmente
imponente è il Salone dei Cinquecento, il più grande dell'epoca, adibito alle
riunioni del Consiglio Maggiore della Repubblica, ed affrescato dal Vasari con scene che
celebrano l'apoteosi di Firenze e di Cosimo I dei Medici. 
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